CONVIENE PERDERE

Venerdì – X settimana del Tempo Ordinario
Dopo il momento pieno di profezia e di adrenalina sul monte Carmelo, Elia è costreto a fuggire dalla regina Gezabele, infuriata dopo aver appreso la notizia che tutti i suoi profeti di Baal sono stati uccisi a fil di spada (cf. 1Re 19,1). Dopo essersi inoltrato nel deserto — dove (si) sperimenta la provvidenza di Dio — il profeta trova finalmente rifugio nel buio di una caverna. Dalla quale però deve uscire, per poter ritrovare nuovamente la «presenza del Signore» (19,11) nella sua vita.

Ed ecco che il Signore passò. 
Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, 
ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. 
Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. 
Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera (19,11-12)

Elia è costretto a rinunciare a tutte le immagini e le aspettative che (ancora) nutriva nei confronti di Dio. E della sua volontà di intervenire con forza nel corso delle vicende, per modificarne velocemente la traiettoria. È costretto a rivedere, forse, anche il suo modo di essere testimone e voce del Dio invisibile. Questa è una purificazione che anche noi dobbiamo attraversare nel nostro cammino di fede. Accettare che il silenzio di Dio ci dica che conviene perdere, anziché guadagnare. Diminuire, piuttosto che aumentare.   

«Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te:
ti conviene infatti perdere una delle tue membra, 
piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna» (Mt 5,29)

Il Signore Gesù proclama la libertà di (poter) scegliere la vita (piena) sempre e a ogni costo. Per questo approfondisce la sua riflessione sulla legge mosaica, recuperandone le intenzioni profonde. Porre la scure fino alla radice, nel rapporto con Dio e con gli altri, significa abbandonare il diritto di vivere le cose a metà, l’abitudine delle mezze misure. Accettare che, in molte occasioni, per allargare i confini della vita sia più conveniente perdere qualcosa, pur di non rinunciare al tutto. Ciò non significa essere intransigenti, ma andare al cuore delle cose. 

«Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, 
ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore» (5,28)

La verità di queste parole è evidente in chi le sa accogliere e vivere fino in fondo. Una di queste persone è stata senza dubbio Chiara Corbella, di cui oggi ricorre il secondo anniversario della nascita in cielo. Nel modo con cui ha saputo credere che poteva essere più conveniente perdere la vita in questo mondo per guadagnare quella del cielo, noi tutti che le siamo stati accanto abbiamo visto il sussurro — potente — della brezza leggera di Dio. L’amore che accompagna il nostro vivere e il nostro morire. 

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