Martedì - II settimana di Avvento

Letture: Is 40,1-11 / Sal 95 / Mt 18,12-14


COME L'ERBA




Come fa l'erba: così le Scritture ci invitano ad aspettare la venuta del Signore. Dal momento che il tocco di Dio è un evento che sempre ci sorprende, realizzando qualcosa di diverso da quanto noi ci aspettiamo (cf Vangelo di ieri), la nostra impressione è che il Signore «tarda a venire» (Mt 24,48).


Ma se pensiamo all'erba, specialmente in questi notti gelide che si distendono sempre di più fino al solstizio di inverno, troviamo un simbolo potente della nostra condizione umana. «Veramente il popolo è come l'erba» (Is 40,8) esclama il profeta Isaia!


Somigliano davvero all'erba, questo inerme tappeto di piccola vita, che il rigore dell'inverno ormai prossimo paralizza e congela, nell'attesa che si diuschiudano le promesse di vita delle future stagioni. Anche i nostri percorsi umani non si sottraggono a questa vulnerabile condizione che sembra un «deserto» (40,3) di gioia e una ingiusta «schiavitù» (40,2). Proprio «come l'erba» (40,6) anche la nostra vita secca. Esattamente come il «fiore del campo» (40,6) la gloria del nostro volto e dei nostri progetti «appassisce» (40,7) inesorabilmente.


Quanti giorni, mesi, anni, trascorriamo nell'attesa che qualcosa che cambi. Invece nulla. Il silenzio del cielo e della terra è l'unica parola che possiamo ascoltare.


Tuttavia non è stata una danza macabra la successione dei nostri giorni, ma il percorso attraverso cui siamo giunti ad una misteriosa soglia. Un punto silenzioso e vuoto dove possiamo imparare a credere che, mentre ogni cosa viene meno, «la parola del nostro Dio dura sempre» (40,8). 


È infatti un grido di speranza la parola profetica: «Consolate, consolate il mio popolo» (40,1), perché il Signore «come un pastore» premuroso e attento ci raduna «con il suo braccio» (40,10) e con immenso amore ci custodisce sul suo «petto» (40,11).


Senza fretta. Con delicata misericordia; «pian piano» (40,11). 


Siamo vita sottile, che si agita sotto il cielo. Eppure «il Padre non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli» (Mt 18,14) fili d'erba che sono i nostri volti, pieni di «gloria» (Is 40,6) perché scelti, voluti e amati. Da sempre.


Commenti

GIANCARLO ha detto…
Siamo come l'erba che oggi c'� e domani non pi� perch� "passa la scena di questo mondo". Eppure �il Padre non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli� (Mt 18,14)i fili d'erba che sono i nostri volti, pieni di �gloria� (Is 40,6) perch� scelti, voluti e amati. Da sempre.
La speranza ci invade e ci consola.